Il vecchio CalendarioMania aveva una sezione Uomini, molto più piccola di quella femminile ma con un pubblico fedele. Il calendario maschile è sempre stato un genere minore, e proprio per questo pieno di eccezioni curiose.
Gli attori e i modelli
In Italia i calendari maschili più noti sono quelli di attori e modelli televisivi. Nell’archivio il più cercato era quello di Edoardo Costa del 2004, modello e attore, uno dei pochi uomini ad avere un calendario distribuito con la stessa logica di quelli delle showgirl.
Gli sportivi
All’estero il calendario maschile è spesso sportivo. Il caso più celebre è quello di una squadra di rugby francese che dai primi anni Duemila pubblica un calendario con i giocatori in pose da statua classica: un prodotto patinato e autoironico che vende moltissimo. Nel vecchio archivio c’era anche un calendario di fitness del 2008 intitolato Pumped Up, figlio della moda delle palestre di quegli anni.
Il caso dei preti
Il calendario maschile più linkato del sito, però, non ha niente di sportivo: è il Calendario Romano, con i ritratti di giovani sacerdoti, venduto ai turisti intorno a San Pietro. Lo abbiamo raccontato in un articolo a parte.
Perché il genere non è mai esploso
- Il pubblico. Il calendario sexy è nato come oggetto per uomini, appeso in officina o in caserma. Il pubblico femminile e quello gay esistevano, ma gli editori non li hanno mai cercati davvero.
- Lo sguardo. Un calendario maschile «serio» rischia sempre il ridicolo. Quelli che funzionano scelgono l’ironia.
- La beneficenza. Molti dei calendari maschili più venduti sono solidali: vigili del fuoco, squadre di provincia, gruppi di amici. Ne parliamo in calendari di beneficenza.
