Nella sezione Uomini del vecchio CalendarioMania c’era una pagina che riceveva visite da tutto il mondo, molto più di quelle degli attori o dei calciatori: il Calendario Romano, edizione 2004. Ancora oggi è tra gli indirizzi del sito con più link in entrata.
Che cos’è
È un calendario in bianco e nero con dodici ritratti di giovani sacerdoti, uno per mese. Niente pose provocanti: sono primi piani sobri, in abito talare, con uno stile da fotografia d’autore. Si vende soprattutto nelle bancarelle e nei negozi di souvenir intorno a San Pietro, insieme a rosari e cartoline, e da anni esce con una nuova edizione.
Perché ha avuto successo
- Il cortocircuito. Un calendario «da guardare» con protagonisti preti è una contraddizione che incuriosisce. Molti lo comprano come souvenir ironico.
- Il passaparola internazionale. Giornali e siti stranieri ne parlano quasi ogni anno, presentandolo come il calendario «dei preti più belli di Roma». È questo che lo ha reso famoso, più dei ritratti in sé.
- L’ambiguità calcolata. Chi lo produce lo ha sempre presentato come un oggetto devozionale e turistico, non come un calendario sexy. Le foto sono effettivamente castissime, ed è proprio il contrasto con l’interpretazione del pubblico a farne parlare.
Un genere a sé
Il Calendario Romano dimostra che il calendario non ha bisogno del nudo per diventare un caso: basta il soggetto giusto nel contesto sbagliato. È la stessa logica dei calendari di beneficenza, dove a posare sono persone comuni e la curiosità nasce dalla sorpresa.
Del resto, se pensate che il calendario sexy sia solo un affare di showgirl, date un’occhiata alla nostra breve storia del calendario in Italia.
