Accanto ai calendari delle showgirl, venduti in edicola, è sempre esistito un secondo mercato: quello dei calendari aziendali, pensati per promuovere un marchio. Il più noto è il Pirelli, ma in Italia per una quindicina d’anni il calendario Campari ha giocato nello stesso campionato.
Come funzionava
Il calendario Campari nasce all’inizio degli anni Duemila con una formula chiara: ogni anno un’attrice o una modella di fama internazionale, un tema ispirato al cinema o a un’atmosfera, e il rosso del marchio sempre presente. Non si vendeva in edicola: veniva distribuito a bar, clienti e stampa, e le immagini circolavano attraverso giornali e siti.
L’edizione 2008
Nel vecchio CalendarioMania la pagina più linkata della serie era quella del 2008, con l’attrice statunitense Eva Mendes. Era il periodo di massima visibilità del calendario: l’uscita veniva annunciata con conferenze stampa e i backstage finivano nei telegiornali.
Perché le aziende lo amavano
- Dura dodici mesi. Uno spot dura trenta secondi, un calendario resta appeso per un anno in un bar o in un ufficio.
- Fa notizia gratis. L’annuncio della protagonista è una notizia di costume che giornali e televisioni riprendono senza costi pubblicitari.
- È esclusivo. Tiratura limitata, distribuzione selezionata: averlo significa far parte di un giro.
Calendari aziendali e calendari in edicola
| Aziendale | In edicola | |
|---|---|---|
| Si compra? | No, si riceve in regalo | Sì, da solo o con una rivista |
| Protagonista | Spesso una star internazionale | Il volto televisivo del momento |
| Obiettivo | Immagine del marchio | Vendite di dicembre |
| Tono | Patinato, a tema | Più diretto e popolare |
Con il calo dell’attenzione per i calendari molti marchi hanno abbandonato il formato o lo hanno trasformato in progetti fotografici e campagne digitali. Il Pirelli resta l’eccezione che conferma la regola.
