Breve storia del calendario sexy in Italia
Per quasi vent’anni, in Italia, dicembre ha avuto un appuntamento fisso: l’uscita dei calendari. Telegiornali e programmi del pomeriggio mostravano le anteprime, i quotidiani ne parlavano, e il calendario della showgirl del momento finiva in edicola allegato a un settimanale o venduto da solo. Era un fenomeno tutto italiano, con poche eguali in Europa.
Le origini: officine e pubblicità
Il calendario con la ragazza in copertina nasce come oggetto pubblicitario. Negli Stati Uniti degli anni Quaranta e Cinquanta le pin-up illustrate decoravano officine, caserme e distributori di benzina; in Italia lo stesso ruolo lo ebbero i calendari omaggio di gommisti, ricambi e ditte di attrezzi. Erano regali di fine anno per i clienti, non prodotti da vendere.
Gli anni Novanta: il calendario diventa un evento
La svolta arriva negli anni Novanta, quando attrici e conduttrici già famose cominciano a posare per calendari pensati per il grande pubblico. Non sono più modelle sconosciute: sono volti della televisione e del cinema. Il calendario diventa una tappa della carriera, quasi un rito di passaggio, e le riviste maschili ne fanno il loro numero più venduto dell’anno.
Il decennio d’oro
Tra il 2000 e il 2010 il fenomeno esplode. Ogni stagione televisiva produce nuove protagoniste, da veline e letterine ai concorrenti dei reality, e quasi tutte ricevono la proposta di un calendario. Il vecchio CalendarioMania nasce proprio in quegli anni, nel 2002, per tenere il conto di un’offerta che cresceva ogni dicembre.
Il declino
Dopo il 2010 la parabola scende in fretta. Le riviste perdono lettori, internet rende le immagini gratuite e immediate, e poi arrivano i social: perché aspettare dicembre, se ogni giorno su Instagram c’è un nuovo scatto? Il calendario sopravvive come oggetto aziendale, di beneficenza o da collezione, ma il rito collettivo di fine anno si è spento.
In questo blog ripercorriamo quella stagione anno per anno, con un occhio alle persone e uno al costume dell’epoca.


