Collezionare calendari: cosa cercare e come conservarli
Il calendario è nato per essere buttato a fine anno. È proprio per questo che quelli sopravvissuti sono diventati oggetti da collezione. Ecco cosa abbiamo imparato in tanti anni di lettere e domande dei lettori.
Cosa cercano i collezionisti
- I calendari aziendali d’epoca. Quelli illustrati degli anni Cinquanta e Sessanta, regalati da ditte di pneumatici, ricambi o bevande, sono i più ricercati. Contano l’illustratore, lo stato di conservazione e la completezza dei dodici mesi.
- Il Pirelli. Le edizioni storiche, soprattutto quelle precedenti alla pausa degli anni Settanta, hanno un mercato a parte. Le trovate raccontate nella storia del Calendario Pirelli.
- I calendari delle dive degli anni Novanta. Hanno un valore più affettivo che economico, ma le copie ancora sigillate nel cellophane originale sono sempre più rare.
- Le curiosità. Calendari di beneficenza di piccole comunità, edizioni locali, calendari ritirati dal commercio per qualche polemica.
Come valutarli
| Fattore | Cosa controllare |
|---|---|
| Completezza | Tutti i fogli presenti, copertina compresa |
| Stato | Pieghe, fori dei chiodi, scolorimento da luce |
| Confezione | Cellophane o busta originale |
| Rarità | Tiratura, distribuzione locale o fuori commercio |
Come conservarli
- Al buio: la luce del sole scolorisce la carta patinata in pochi mesi.
- In orizzontale, dentro buste o cartelline prive di acidi.
- Lontano da umidità e sbalzi di temperatura: la soffitta è il posto peggiore.
- Senza appenderli: il foro del chiodo dimezza il valore.
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